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CIjeiESSE

8/3/2008

FLATLANDIA

ESPERIENZE, PERCEZIONI E CONVINZIONI
 
Flatlandia è un racconto fantastico scritto dal reverendo Edwin Abbott nel XIX secolo.
 

Racconta la vita di un quadrato, abitante di un ipotetico universo bidimensionale, Flatlandia appunto, popolato da figure geometriche, totalmente piatte, e una società con un rigida gerarchia basata sul numero di lati (e nel racconto le donne ne avrebbero solo 2...)
Durante un sogno il quadrato visita un mondo monodimensionale, costituito da una linea retta, e cerca invano, parlando col re di tale mondo, di fargli capire che l'universo non è tutto lì.
Ma non riesce a convincerlo dell'esistenza della seconda dimensione.
 
Nonostante tale propedeutica esperienza onirica, il giorno in cui una sfera del mondo tridimensionale visita Flatlandia, il quadrato non riesce a credere alla sua rivelazione dell'esistenza di una terza dimensione, nonostante la sfera cerchi di darne evidenza attraversando il piano e apparendo al quadrato come un cerchio di dimensioni variabili, fino a ridursi ad un punto e a sparire !
 
 
La sfera conduce allora il quadrato nel mondo tridimensionale.
E' un'esperienza indimenticabile per il quadrato, che al ritorno nel suo mondo non ne sopporta più la limitatezza.
 
Arricchito da tale esperienza, arriva ad avanzare congetture di universi a più dimensioni, ma anche in questo caso la sfera, in prima istanza, rifiuta tale eventualità, salvo ritenerla possibile soltanto alla fine.
 
Fin qui il rlibro...
Ma non mi interessa dissertare sulle chiavi di lettura del racconto.

C'e' chi ci vede una feroce satira della rigida società Vittoriana, chi ci intravede una profetica anticipazione divulgativa di teorie matematiche e fisiche che avrebbero goduto di popolarità solo molto tempo dopo e chi soltanto un racconto fantastico.
 
Per me è soltanto un libro piacevole, divertente ed illuminante !
 
Mi interessa citarvi la dedica che il quadrato narratore antepone al racconto:
 

"Agli abitanti dello spazio in generale è dedicata quest’opera da un umile nativo della Flatlandia,
nella speranza che, come egli fu iniziato ai misteri delle tre dimensioni avendone sino allora conosciute soltanto due,
così anche i cittadini di quella regione celeste possano aspirare sempre più in alto,
ai segreti delle quattro, cinque, o addirittura sei dimensioni, 
in tal modo contribuendo all’arricchimento dell’immaginazione e al possibile sviluppo della modestia,
qualità rarissima ed eccellente fra le razze superiori dell’umanità solida."

 
Morale per la sfera.
 
Non importa se sei una sfera o... un icosaedro.
Non importa quanto domini lo spazio ed il tempo.
Non importa se vuoi per te tutto lo spazio tridimensionale, tutto e subito.
Non importa se pensi di sapere cosa vuoi e di cosa hai bisogno ed anche dove cercarlo.
 
Una piccola porzione di verità, magari proprio quella parte che ti sfugge, quel perenne tassello fuori posto, quella crepa dell'universo che non vuoi riconoscere, potrebbe intuirla e spiegartela quel quadrato incontrato in quel mondo piatto che hai sfiorato ed attraversato, per poi continuare oltre.
 
Il quadrato ti ha conosciuto soltanto nella tua forma bidimensionale, ma, se solo avessi orecchie per sentire, parole per confrontarti, apertura mentale per imparare, tempo da investire e sentimenti da condividere, quel quadrato cercherebbe di parlarti delle altre dimensioni dell'universo.
 
Hai imparato qualcosa da quell'incontro ?
Potrai portare con te solo quanta consapevolezza hai ottenuto. Solo quella è la tua vera ricchezza.
7/19/2008

Todos hablan español

Las vacaciones al mar 
 
¡ No es fácil narrar mis vacaciones al mar en español !
¡ Yo no hablo español !
 
Pero, yo no soy como los marineros que besan y se van.
 
 
Yo no soy marinero, soy capitán, y un capitán mantiene siempre las promesas.
 
 
Adoro el mar, el sol, el sal, la agua salada, la espuma del mar, la arena, los puertos, las grutas, las playas arenosas, con guijarros o rocosas.
 
Y me gusta el pescado !
Yo he comido  mejillones, almejas, langostinos, cigalas al horno, bacalao, sardinas en escabeche, lenguado frita y calamares fritos, pulpo, salmonetes…
 
 
Una mañana he partido para el mar con una lancia por descubrir el escondite de piratas y por encontrar las sirenas y escuchar su canto.
 
 
Me quedan infinidad de cosas que decir sobre el mar donde realmente te sientes en un paradiso e te puede sentir un verdadero capitan…
 
¡ Pero… yo no hablo español !
 
“Quiero saltar al agua para caer al cielo”
 
 
 
6/23/2008

Europeo 2008

ESITI INDESIDERATI !
 
 
Ed ora per chi faccio il tifo...?
 
Un'idea ce l'avrei...
 
 
 
 
 
NON TUTTO IL MALE VIENE PER NUOCERE !
 
Consoliamoci !
 
5/25/2008

Fasi

"Le farfalle"
 
Il vecchio poeta andò in estasi adocchiate che ebbe dall'alto del balconcino,
a raso del cortile solatìo, due farfalle volteggianti in amore.
Una era bianca, l'altra nera.
E se ne andava traendo consolanti fole di Eros onnivincente su nostre malfondate elegiache tristezze,
e altresì divagava su affinità elettive, attrazioni e passioni polverizzanti diversità di colore.
 
 
Un suo ventenne discepolo, filosofo da dieci diottrie, bene si guardò dall'avvertirlo
che una farfalla bianca e forsanche in amore volteggiava, è vero.
Ma in null'altro consistere, l'altra, se non nella sua ombra sulla pietra.
 
(da "Piccoli omaggi al Gadda favolista")
 
 
"L'inclemenza del tempo"
 
E' vertigine, amore, primavera,
sfida, pianto di gioia, verità.
 
 
Ed è subito "era".
 
(dai "Diari")
 
(Maria Luisa Spaziani)
 
4/27/2008

Parole

AFASIA...
 
 
...E ANTIFASIA !
 
Raro è trovare una cosa speciale
nelle vetrine di una strada centrale.

Per ogni cosa c'è un posto
ma quello della meraviglia
è solo un po' più nascosto.
 
Aggiunta del 3-5
 
Ripetitamente sollecitato, spiego il termine ANTIFASIA.
 
L'antifasìa (con l'accento sulla i) è un termine inventato da me.
Lo uso per quelle persone che hanno cicli di tempi, abitudini e aspettative totalmente sfasate, anzi in opposizione di fase rispetto ai miei.
 
Il risultato è che quando le cerchi non le trovi e quando ti cercano non ti trovano.
Cosa che mi lascia senza parole. (Afasìa).
 
Il rischio è di diventare reciprocamente antipatici, non per un motivo vero, ma per le circostanze ed i fattori esterni che governano diversamente le nostre vite.
 
Tutto ciò può capitare anche per l'impazienza di voler trovare una cosa preziosa, ma senza affaticarsi a cercare e senza saper aspettare il momento giusto.
 
3/31/2008

44

Più passa il tempo....... più le cose si fanno difficili...
 
 
Non so' più er giaguaro de 'na vorta !
 
Ps. La data fatidica è il primo aprile !
 
Uhm. Vorrei cambiare avatar...
 
E se mettessi questo ?:
 
 
3/10/2008

Ritorno al futuro (ri-modificato il 18-3 e poi il 20-3)

DOC:
 
"Dopo aver risolto il mistero del Tempo, mi dedicherò al secondo più grande mistero dell'universo..."
 
Ma mi servirebbe un Bignami.
 
 
Solo che più ci provo e meno ci capisco...
 
E meno ci capisco e meno ci provo...
 
E meno ci provo e meno ci capisco...
 
 
NOTA:
 
Quella raffigurata è la  "Stele di Rosetta".
Dall'alto verso il basso riporta lo stesso testo scritto in geroglifico, in demotico (grafia semplificata della lingua egizia) e infine in greco.
Grazie ad esse Jean-François Champollion riuscì a comprendere la scrittura geroglifica.
 
Avessi una simile stele scritta in tre lingue (quello che le donne pensano, quello che le donne dicono e la lingua degli uomini) forse riuscirei a comprendere il secondo grande mistero dell'universo, le donne !
 
ALTRA NOTA:
Oggi 20-3 alle 17:24 ho superato le 20000 visite...
E nonostante ciò ancora non ho capito nulla !
 
 
2/17/2008

Affettuose, disperate paranoie (Aggiornato con commenti ai vostri commenti)

MINUSCOLA
 
Mentre versava l'acqua pensava
se non ne cadrà nemmeno una goccia
un poco ancora si ricorda di me
e versava con attenzione
versava e non cadeva nemmeno una goccia
nemmeno una finchè ne cadde una
piccolissima minuscola.
 
(Vivian Lamarque)
(Una delle mie poetesse preferite)
 
 
Vivian Lamarque è una poetessa contemporanea.
E' nata a Tesero, in provincia di Trento nel 1946, e vive a Milano da quando aveva nove mesi.
Gli aspetti salienti della sua biografia, riflessi in molte sue poesie, potrete trovarli online.
Di se stessa, nella poesia "Garzantina", dice
"Sono una poetina media / normale / da due righe e mezza / sulla garzantina universale".
 
Io ho iniziato a conoscerla molto tempo fa, negli anni 90, ma fino a qualche tempo fa mi ero
limitato ad apprezzarne i frammenti che trovavo online o su raccolte miste di poesia.
Poi giorni fa, con alcuni suoi versi che mi riaffioravano alla mente, sono andato a cercarla in
libreria ed ho trovato la sua raccolta completa di Poesie.
"Poesie 1972-2002" (collana Oscar Mondadori-Poesia del ’900)

Che un libro così bello costi così poco è una stranezza incomprensibile. (Euro 8,40)
Non perdete l'occasione di una full immersion nella sua poesia, ne vale davvero la pena.
 
Le sue poesie sono brevi, brevissime, talvolta in rima, talvolta in stile da prosa, talvolta
musicali come una cantilena, spesso con uno stile volutamente infantile.
Risultano vere, sincere, tenere, semplici, leggere, spontanee, aggraziate.
Ma leggendole meglio si scoprono sofferenti ma ironiche, incisive ed argute, spesso allusive.
E forniscono più chiavi di lettura.
Puoi leggerle ed amarle con il cuore, o puoi interpretarle e studiarle con la mente. 
 
E' scontato che io le ami !
 
Aggiornato il 2-3-2008
 
Sono contento di aver fatto conoscere Vivian Lamarque a chi non la conosceva.
Se non temessi di incorrere negli strali dei diritti d'autore, condividerei con voi tanti altri gioiellini di questa poetessa.
Avessi l'onore di conoscerla, le chiederei il permesso.
Ma dato che sono solo un suo affezionato lettore, vi invito a cercare i suoi testi e a comprare i suoi libri.

Tornando a questa poesia, mi piace commentare i vostri commenti.
 

La prima a interpretarla è stata Patty ch la interpretà così:
"La perfezione non esiste, c'è sempre una piccolissima goccia che cade."
Parole molto vere.
E' una chiave di lettura possibile, ma non mette in primo piano il tema dell'affetto.

Emy aggiunge:
"Alla ricerca di una realtà che vuole la nostra mente, ma che potrebbe non esistere."
Eh si, vero.
Ma cosa è che non esiste ? L'effetto del rito propiziatorio al limite della paranoia ?
O magari è più vero che spesso costruiamo castelli in aria nella mente e cerchiamo in tutti i modi di crederci, finchè quella inesorabile gocciolina non ci riporta alla realtà.

Ioprimadonna scherza dicendo:
"Magari la tovaglia era pure bianca... e nuova... e il vino era rosso!!!"
Ed anche questo mi fa riflettere.
Talvolta quel piccolo particolare stonato è quello che lascia una macchia indelebile e fa crollare l'intero castello in aria, lasciando una ferita, rossa appunto !

Lilla, invece, sostiene la tesi che questi riti propiziatori non hanno connessione con la realtà.
Ma sia nel bene che nel male e conclude dicendo
"sai che non succede mai quello che dovrebbe succedere secondo le tue previsioni ...
ma nonostante tutto continui a ... scrivere poesie ..."
E' un inguaribile ottimista che ama la vita !

Ilaria dice "una goccia a volte è più di un mare...".
Significa che talvolta una piccola cosa può avere un effetto grandissimo.
Ed anche Emma pensa la stessa cosa:
"ne basta una piccolissima per cambiare le sorti..."
E così Sunshineyes:
"...quanta differenza può fare una goccia..."

Ma in tutte l'affermazione può avere una doppia interpretazione.
Una piccola cosa può darci tanta felicità perchè per noi è importantissima.
Oppure...
Una piccola cosa può avere un effetto distruttivo quanto uno tsunami.
Non conta quanto una cosa sia piccola, ma cosa rappresenta per noi !

Vie che dice:
"Minuscola o maiuscola...l'importante è quello che contiene..."
Più o meno è lo stesso concetto, ma espresso in una maniera più vicina al concetto del mio precedente post "zero virgola".

Alexandradoc ingenuamente si chiede:
"E' caduta una goccia ma una piccolissima.... quindi cosa succede?!?!?! Se ne ricorda o no?!?!?!?!?!?"
Uffi........ non capisco.... speriamo di siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!"
Sembra quasi dire "Se la goccia è così piccola, non vale, magari non succede nulla di male".
Sembra quasi un invito a pesare le cose per quello che davvero sono.
Non è il mio pensiero, forse neanche lei voleva dirlo davvero, ma forse è una cosa molto saggia !
Ha il pregio di essere stata espressa con uno stile simile a quello della poesia, come se parlasse una bambina !
(Je piacerebbe esserlo...)

Fitta è la schiera di chi correttamente interpreta la poesia sul versante dei rapporti umani.

Un posto particolare merita l'interpretazione di Sabina (Kooka).
"Mi sa di bimba che, con fiato sospeso, compie rito per ottenere risposta non trovata altrove.
Una disperata, tenera ricerca. Ricerca di bimba, con occhi di bimba."
Ed aggiunge
"Il tema del "chissà se" (a te tanto caro...)"
Verissimo, questo tema è sotteso a tutti i miei post di quest'anno, e soprattutto, di nuovo, al post "Zero virgola".
Poi scivola sul tema a lei caro che è invece il rimprovero al mio modo di pensare e di agire:
"Poi si cresce... si diventa adulti... e acquisiamo i mezzi per andarci a prendere la verità delle cose senza perderci nei 'chissà se'."
Ed ancora
"Con te non è possibile essere sè stessi. Perchè tu poni troppe regole da rispettare.
...
La tua proposta rimane limitata ad alcuni che si accontentano del tuo possibile."
Per poi concludere con la negazione del mio modo di pensare:
"E' inutile continuare a chiedersi perchè... o inseguire persone che non tornano.
Rifletti sui limiti della tua proposta di legame. E goditi chi c'è e non chi non c'è."

Proprio non sono d'accordo. Neanche sulla critica, dato nel suo blog neanche si possono mettere commenti.
(Un tempo si poteva, ma poi ha cancellato tutto in un colpo.)

Il mio blog non è una stazione di transito, io non cancello proprio nessuna di chi ha lasciato un segno nel mio cuore.

Al suo opposto c'e' Terry, che quasi sposando il senso della poesia, sta al gioco e scrive:
"Nemmeno una goccia,Claudiè. E' segno che non mi scorderò mai di te."
e dice anche:
"si può cmq trarre piacere,al pensiero di essere ancora presenti,nella mente e nel cuore di una persona"
Vero, verissimo, per me è proprio così, sempre così !

Martina pensa che:
"le goccioline rappresentano noi amici che passiamo dal tuo blog...
riuscirai a non fare uscire neppure una piccolissima minuscola gocciolina? io dico di sì..."
Si e no.
Non posso pretendere di non perdere nessuna, ma certamente c'e' hi non vorrei mai perdere e chi spero di non aver già perso.

Butterflairy commenta:
"cadde ..e lui non si ricordò di lei tanto lui non si sarebbe comunque ricordato di lei
ma lei non potrà mai scordarsi di lui..."
Può darsi che sia così, ma nel mio caso i ruoli femminili e maschili sono invertiti.
Non è vero lo stereotipo dell'uomo cinico e della donna sentimentale.

E ugualmente a Meg che dice:
"quindi significa che se  hai paura di perdere qualcosa o qualcuno.. l hai gia perso in quell istante?"
rispondo che spero proprio di no, anche se magari è vero.

Silvietta riassume splendidamente così molti dei concetti espressi:
"Perfetta quella minuscola goccia.... o fastidiosa all'inverosimile
...quella che fa stravolgere il tutto... ... quella, che fa la differenza...
... quella che talvolta prende sembianze di una bolla d'aria ed immancabilmente torna sempre a galla...."
 

E proprio prendendo spunto da questo commento voglio esprimere il mio pensiero.

Ci sono persone che entrano nel cuore e nella mente.
Ci entrano e lasciano un segno.
Difficile è che tutto vada sempre bene, che non si faccia un passo falso, che non si rischi di perderle.
Talvolta basta un niente per creare un malinteso e rovinare tutto.

Vano è talvolta cercare di ritrovare un legame tentando vie disperate ed inconcludenti.
Ma questi tentativi sono pur sempre un segno d'affetto.
Sono piccoli gesti di attenzione, pieni di cura e di dedizione.
Per questo hanno senso, sia pur nella loro ingenua inconcludenza.

Quando si riesce a riaprire un contatto verso chi credevi e temevi di aver perso, la gioia è immensa.
Anche se è solo un piccolo segno.
Magari solo un piccolo segno ma che significa "ti voglio bene". Ancora. Nonostante strade che ci allontanano.
Un piccolo segno che è diverso un abisso dal nulla del silenzio.

Tra lo zero e lo zero virgola c'e' un infinito piccolissimo in cui trovano casa affetti ed emozioni.
 
Vi lascio con un altra poesia di Vivian Lamarque:
 
LA SIGNORA DELL'ULTIMA VOLTA
 
L'ultima volta che la vide non sapeva che era l'ultima volta che la vedeva.
Perchè ?
Perchè queste cose non si sanno mai.
Allora non fu gentile quell'ultima volta ?
Si, ma non a sufficienza per l'eternità.
 
 
2/3/2008

E siamo a 3000 ! (BUON SAN VALENTINO)

CALMATEVI !
 
Dopo poco meno di due anni di blog, di cui solo 16 mesi come blog pubblico...
...mi avete già messo 3000 commenti !
 
Un grazie particolare all'amica Ballerina che oggi 03/02/2008 alle ore 11.22 mi ha fatto raggiungere questo traguardo !
 
 
Il numero dei commenti è sempre in crescita, quasi esponenziale.
 
 
Ma come in tutti i processi fisici reali, le crescite esponenziali prima o poi si autoregolano ed arrivano ad un limite...
Penso che ormai siamo vicini a questo limite..
 
Però ogni vostro commento è per me un piccolo regalo.
Piccolo, ma graditissimo !
 
Festeggiamo insieme ?
 
 
Modificato il 14 Febbraio.
 
Amiche tutte, ho troppo lavoro da fare per contattarvi singolarmente.
 
Buon San Valentino a tutte voi !
 
1/26/2008

Zero virgola

Enormi minuscole differenze.
 
Tra lo zero e lo zero virgola
 
 
c'e' un infinito piccolissimo
 
 
che mi fa dare i numeri e mi annebbia la vista.
 
 
 
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